giovedì 10 settembre 2009

Snakes on a train - recensione

Ricordate quel capolavoro di snakes on a plane? No?? Pazzesco, vergognatevi e se proprio non lo volete vedere andatevi a leggere la mia recensione!

Beh, il titolo dice tutto, cosa mai ci si può aspettare se non una valanga di serpenti su un treno? E cosa mai potranno fare ennemila serpenti su un treno? Non ci crederete, ma fanno le stesse cose che farebbero su un aereo. Recidivi bastardi.

Proprio come quando erano “on a plane” la cosa migliore del film è la motivazione che porta questi cari serpentelli a trovarsi fuori dal proprio habitat e a comportarsi come maniaci omicidi. Ma qua siamo a livelli irraggiungibili, neanche si sono sbattuti a trovare qualcosa di lontanamente plausibile.. Credo che dopo 2 settimane di discussioni gli sceneggiatori se ne siano usciti con un “dai su, una bella maledizione e via andare!”.

Grandioso. Praticamente c’è questa tipa maledetta che “produce serpenti”. Li vomita! E grazie al cielo non li partorisce. E giusto per rendere il tutto un po’ più improbabile la ragazza maledetta è una cacchio di antenata di salcaxxo maya, e il suo ragazzo è ovviamente una specie di schamano bula bula maya messicano. Che per non dare nell’occhio gira vestito con un sacco di juta rattoppato. Ed è sudatissimo per tutto il cacchio di film.

Fiducioso che nessuno lo andrà mai a vedere vi posso anche svelare qualche sfaccettatura della complessa e intrigante trama.

Dovete sapere che lo shamano e la tipella si trovano su un treno perché devono raggiungere lo zio di lui, un super shamano di dodicesimo livello che vive da qualche parte negli States. E partono dal Messico. E sono clandestini. E il viaggio dura 16 ore. E lo zio dovrebbe togliere la maledizione della tipella. E i sedili del treno sono rossi e il controllore ha la barba più improbabile della storia del cinema.

Ma chiaramente i due, essendo clandestini, viaggiano nel vagone dei criminali clandestini che hanno corrotto il controllore. E il capo di questi supercriminali clandestini, un tizio grossissimo e grezzissimo li vede arrivare alla stazione e c’è un dialogo del tipo:

Shamano: ci fate salire?

Supercriminale: no!

Shamano: eddaaaai..

Supercriminale: no!

Shamano: dai su..

Supercriminale: nooooo.

Tipella [rantolante, sudata, oscenamente con un piede nella fossa]: vghhh….

Shamano: eddaaaai..

Supercriminale: no!

Shamano: daaaaaaaaai..

Supercriminale: e va bene. Ma solo per questa volta.

E mentre ancora il tuo cervello cerca di accettare questa cosa, ne succede una ugualmente improbabile, nel vagone dei criminali chi ti trovano?? Il fratello della tipella! Pazzesco! Anche lui messicano clandestino! Com’è piccola la rete ferroviaria degli Stati Uniti!

Va beh, il treno parte, breve carrellata sugli altri (pochi) passeggeri legali del treno. Questi sono monosfaccettati come i puffi, c’è la zzoccola, lo sbirro corrotto, il tipo cattivo, il buon padre di famiglia, la scema, la bimbaskassaminkia, la madreskassaminkia e via dicendo.

Lo shamano è lì in un angolo con la tipella e veniamo a conoscenza di un fatto strano, stanno conservando in alcuni vasi di vetro (ovviamente) tutti i serpenti che la tipa vomita, e questi stanno diventanto sempre più grossi e incazzosi. In mezzo a tutti gli interrogativi che questo film ci lascia, tra cui il ricorrente “ma perché sono ancora qui?”, questa cosa dei vasi ci viene presto spiegata, lo zio dovrà rimetterli dentro a lei (e ci chiediamo un po’ tutti come) perché se no… ehm.. boh, però brutte cose di sicuro.

Quanto tempo pensate possa passare prima che in un vagone pieno di criminali dei vasi di vetro pieni di serpenti si rompano? E via, 60 minuti di morti creative.

Ma la cosa fantastica deve ancora arrivare, gli ultimi 10 minuti sono veramente grandiosi.

La tipella soffre e il bula bula del suo ragazzo non serve a nulla, quindi decide di rimangiarsi i serpenti vomitati, come del resto avrebbe fatto chiunque di noi in quella situazione.

Questa attività però ha degli effetti collaterali (anzi indesiderati che è più politically correct), infatti si sta lentamente serpentizzando! Ma non come Voldemort, semplicemente è più inguardabile del solito e le crescono dei canini pazzeschi. Finchè, di botto, diventa un serpente argentato gigante! E sempre più gigante! E animato in modo osceno! È talmente gigante che spacca mezzo treno ed esce, e da questo momento si dimentica ogni legge della fisica. Si piazza davanti al treno (ma come??) e apre la bocca per inghiottirlo. Ok, animazione oscena del treno che si schianta, vagoni che sobbalzano e deragliano. Scena subito seguente coi passeggeri superstiti che ignorano completamente lo schianto e rimangono in piedi a fare quello che stavano facendo. Ora io non sono un deragliologo, ma se un treno si dovesse mai schiantare contro un serpente gigante.. beh fai un po’ te.

Sagaci come quella mentos dimenticata per anni sotto l’angolo più buio del divano, i passeggeri si accorgono che il serpentone sta cercando di mangiare l’intero treno. E corrono verso il fondo, mentre il serpentone li tiene a millemila metri d’altezza facendo sobbalzare tutto. Loro lì tranquilli che se la corrono tra i vagoni. Vi prego cercate di visualizzarlo perché merita proprio.

Giunti al fondo solite cose, ma no ma no, è troppo alto, io non salto, massì dai è l’unica scelta, moriremo tutti, la 500 la parcheggi dappertutto, cosa ne pensi del 2012, salta prima tu, no prima tu. Saltano giù e si scavezzano lievemente, mentre ‘sto gigantesco serpente argentato e maledetto (e sempre animato oscenamente) si contorce alle loro spalle. Ora il dimenticato fratello della tipella afferra un ancor più dimenticato amuleto che gli era stato donato da salcaxxo e inizia inspiegabilmente a recitare formule magiche. Poi c’è ‘sto trip osceno con un tornado di luce che trascina via il serpentone. Fine.

Dopo aver visto questo film il basilisco di Harry Potter si è suicidato cercando di ingurgitare il trenino turistico di Tremezzo.

Voto: un capomanovra al binario 3!

2 commenti:

  1. Andre il tuo è un triste destino, devi assistere al peggio del cinema per poter tirare fuori queste perle, graziando così noi poveri mortali da un'inutile e dispendiosa visione e allo stesso tempo dando un perché a queste opere del male.
    Bravo!

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