(del 18/04/2006)
Scenario futuristico dalla commovente originalità: il 99% della popolazione umana del pianeta è stata distrutta da un virus. Il restante 1% vive in una candida città stratecnologia pulitissima dove tutti sono ricchi e benestanti. questa città riesce a mantenere il suo tenore di vita d'alto borgo grazie a.... ma parliamo d'altro...
All'esterno delle mura la natura si è rimpossessata del pianeta.
Inizialmente era tutto "figata! siamo sopravvissuti! che fondazzo!!", ma dopo un po' diventa tutto "che ansia, che cappa d'ansia..." e la paranoia invade questo allegro borgo futuristico.
La città è governata da un "regime" oligarchico retto da un certo Goodchild... e sorge una cellula di resistenza anarchico-insurrezionalista composta da agenti stratamarri alla matrix, tra cui la protagonista.
La storia si dirama intorno alla missione di Catrin (w l'inglese) di uccidere Goodchild (Gudcaild, per correttezza).
Ma dopo millemila improbabili trappole, erba assassina, sicari con le mani ai piedi, alveari spara aculei dalla mira imbarazzante, quando si trova di fronte al suo bersaglio Catrin esita e non lo uccide.
Perchè?? Nemmeno lei stessa lo sa... e a questo punto parte un'insostenibile menata di virus, clonazione, dna, ricordi impiantati, ricordi ricordati, perduti, dimentinati, virus letali, antidoti sfigati, sterilità, domande a Camila di Loveline, umanità che lotta per la sopravvivenza, ribellione, rivoluzione, V per vendetta.
Conclusione improbabile come tutto il resto del film.
Da evitare come un virus letale che stermina l'umanità.
Alla fine non ce la facevo più a guardarlo e ho iniziato a tenerlo a metà schermo, scrivendo sul forum sull'altra metà...
Voto: 2
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