venerdì 18 settembre 2009

E venne il giorno - recensione

Questo film delude. Dal titolo mi aspettavo fini del mondo, autostrade imputtanate, supermercati saccheggiati, “porto i bambini dalla mamma nell’Ohio”, il Pentagono, il Segretario alla difesa, la mobilitazione e l’evaquazione. E invece niente di tutto ciò, il film è carino e particolare. Non ci si può più fidare di nessuno.

C’è da dire che il titolo inglese è un ben più geniale “The happening”, e il regista e Shyamalan, meglio conosciuto come SHAMALAYAAAAAAAAAA (il sesto senso, signs, the village, lady in the water), con il quale ho un rapporto amore-odio molto altalenante, quindi ci sta che non sia il solito film clone sulla fine del mondo.

Nel nord-est degli USA la gente inizia a suicidarsi in massa e senza ragioni apparenti. La colpa pare sia di una tossina che sputtana l’istinto di conservazione. Inizialmente si pensa a un attacco terroristico, ma ci si accorge ben presto che questa motivazione non regge. Tra i superstiti che si vanno decimando, un insegnante di chimica cercherà di salvare i propri cari e magari anche di capirci qualcosa.

La teoria di fondo mi ha sempre intrippato e l'ho sempre condivisa. E mi ricorda un sacco di bei trip mentali in compagnia di Palahniuk, Tankian, (nomi a caso giusto per fare il figo) ma soprattutto dell'Agente Smith.

voto: 7

1 commento:

  1. Ottimo, non vado al cinema da un sacco di tempo e non so neanch cosa c'è fuori in questo momento, ma questo film sembra abbastanza interessante.

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