martedì 17 novembre 2009

Watchmen - recensione

In un post seconda guerra mondiale alternativo gli USA pullulano di supereroi. Inizialmente questi collaborano con il governo per la sicurezza nazionale, il fottuto vietnam, la guerra fredda, e cose così. Poi vengono dichiarati fuorilegge e scatta la depressione. Come se non bastasse molti ex eroi mascherati iniziano a venire uccisi da un misterioso killer.
Un supereroe rozzo e cattivo, uno sfigato e giusto, uno azzurro e onnipotente e la gnocca di turno cercheranno di risolvere la questione rispolverando tutine e mascherine.

Ok, regista di 300, tratto da una serie di fumetti dello stesso autore di V per vendetta. Capisco che tutti ci vogliono riprovare, ma questo film secondo me doveva restare fumetto.
Non l'ho letto ma è sicuramente stato compresso e banalizzato, nonostante ciò il film dura un casino e può anche annoiare.
Il confronto con V per vendetta non è nemmeno proponibile, 300 ok, era grezzo e ignorante, però trasudava carisma e addominali da tutti i pori.
Tutti noi lettori di Rat-man abbiamo notato il rimando alla squadra segreta e alle menate mentali sull'essere supereroe. Infatti Ortolani si è ispirato proprio al fumetto di Watchmen per quelle cose. Figata!

Molto carino l'inizio del film, coi titoli di apertura geniali, sapore vintage, gran montaggi e piacevoli movimenti di macchina durante il primo pestaggio, poi boh, mi ha lasciato abbastanza perplesso. Fino alla conclusione, decisamente buttata là.
La trama è un po' un pretesto per riflessioni sul senso della vita, il tutto, l'universo, Dio, l'uomo e i supereroi. Queste elucubrazioni però alla fine non traspaiono quanto dovrebbero o vorrebbero.

La cosa più divertente del film è questo omone palestrato azzurro acceso, perennemente nudo e onnipotente. Già, nel senso che manipola la materia a suo piacimento, è immortale, si teletrasporta, fa esplodere cose e persone, diventa gigante, si duplica, si spupazza la donna mentre ripara un reattore nucleare, vede il futuro, coglie il senso più profondo dell'universo, è la chiave dell'equilibrio della guerra fredda, carpisce i segreti dello spazio-tempo, mangia libri di cibernetica e insalate di matematica, ma soprattutto a giocar su Marte va. E veramente ci va!
E costui, semidio e zen, è comunque tremendamente zerbinato di fronte alla gnocca di turno! Ma è geniale questa cosa, è l'allegoria dell'universo intero! Servi della gleba planetaria schiavi della ghiandola mammaria!
E questa gnocca di turno (che è la vera rivelazione del film e ci chiediamo un po' tutti dove sia stata fino ad adesso) è protagonista delle scene più fetish-nerd della storia del cinema, come il bacio con esplosione nucleare sullo sfondo e l'amor carnale sul trabiccolo volante dell'amichetto supereroe (scena dilatatissima e indagatissima tra l'altro). Neeeeeeeeeerd!

No dai, scherzi a parte, la cosa dell'omone blu zerbinato era ben più profonda e sfaccettata e... complessa e.... platonica e... filosofica. No, veramente. Buhahahahha! Dai, seriamente.
Povero omone blu. L'occhio spento e il viso di cemento, lei è il mio piccione io il suo monumento.


Voto: 6 emmezzo

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