Il titolo dice tutto, di riffa o di raffa ormai tutti sappiamo perfettamente di cosa si tratta.
Giusto per chi vive nelle caverne, i maya, nel loro fichissimo calendario, hanno previsto la fine di un ciclo astrologico per il 21 dicembre 2012 (ho il reminder sul cellulare da anni). Questo ciclo non si sa esattamente cosa sia, potrebbe essere la rotazione intorno al centro della galassia, potrebbe non essere nulla. Chiaramente orde e orde di catastrofisti si sono scimmiati tremendamente e hanno prodotto le più svariate e creative teorie su come questa data coincida con la fine del mondo. 2012 e non più 2012.
La fine è vicina! Pentitevi! Stronzi!
Il film beh, l’ha fatto Emmerich (Indipendence day, Godzilla, L’alba del giorno dopo), potrebbe forse trattare della teoria secondo cui non succederà nulla??
Contro ogni aspettativa le cose iniziano a sgretolarsi solo dopo ben 40 minuti. E questi 40 minuti sono grandiosi, tutti i personaggi sono idioti e ricordano un po' il capitano del Titanic di Tre uomini e una gamba, del tipo:
- “Ma no ma no, dicono che ci sono terremoti dappertutto ma chissenefrega!”
- “Ma no ma no, è solo una piccola scossa d’assestamento, andiamo lo stesso nel parco di Yellowstone a vedere il supervulcano assopito!”
- “Ma no ma no, è solo un po’ di mare mosso, prendiamola lo stesso questa nave diretta verso il Giappone!”
- “Presto, lì non è scuro, non avete sentito che ci sono i terremoti? Tornate subito qui in California, sulla Faglia di Sant’Andrea!”
- “Ma no ma no, c’è la recinzione con scritto pericolo ma io la scavalco! Chemmenefrega a me!”
- “Ma no ma no, è solo un po’ di caldo fuori stagione! Da niente!”.
Dopo inizia l’irrecuperabile distruzione di ogni cavolo di cosa con i più disparati fenomeni naturali, come surriscaldamenti, terremoti, eruzioni vulcaniche, neutrini, vento solare, inversione dei poli, spostamento della crosta terrestre e tettonica a zolle a manetta.
Ma non pensate sia tutto qua! C’è anche una trama! Purtroppo.
Infatti si intrecciano le vicende del tizio che mise il governo in allarme con i suoi studi anni prima e quelle di un padre di famiglia divorziato che tra una placca tettonica e l’altra cercherà di salvare i propri cari. E magari di fare fuori il nuovo amichetto dell’ex moglie.
Grandi stereotipi dei capi di governo in allarme, ma soprattutto insopportabili stereotipi alla ricerca di adrenalina nelle scorribande della famiglia in fuga. Veramente insopportabile. Passano il film a correre con vari mezzi di trasporto esattamente davanti alle cose che si distruggono. Che si distruggono tutte esattamente in coincidenza della loro linea di marcia. Eccheppalle. E si devono sempre salvare all’ultimo secondo, da far arrossire anche Indiana Jones.
Ora sento l’esigenza di sottolineare qualche chicca dell’affascinante trama. Attenzione spoiler, anche dell’insospettabile finale.
La famigliola scappa, ma dove cavolo scappa se tutto il mondo si sta distruggendo? Ebbene verso la Cina, dove, secondo fonti attendibili (un pazzo delirante che vive in un camper nel parco di Yellowstone), stanno costruendo navi spaziali per salvare un po’ di gente. E allora via in volo verso la Cina! Insieme a un’allegra famigliola russa stereotipissima.
Intanto complimenti per la geniale idea, in mezzo al mondo che va a meretrici, vulcani esplodenti ovunque e terremoti pazzeschi, di andare a fare rifornimento all’aereo alle Hawaii. Eh beh, geniale. Ma dai chi lo penserebbe mai?? Hawaii richiama subito collane di fiori, surf e vulcani dannazione!
Va beh alla fine, una botta di culo dopo l’altra, la famigliola raggiunge la Cina, e, pensa te, le informazioni del delirante uomo del camper erano esatte! Ci sono veramente delle navi! Non sono spaziali ma navi normali ma poco cambia.
Già, perché i governi delle più importanti nazioni del mondo erano al corrente da anni del fattaccio, quindi hanno preso gran provvedimenti facendo costruire, in Cina, le navi della loro salvezza. In Cina? Dai cinesi? Ma con tutto il rispetto, non è che siano proprio il top dell’affidabilità in questo genere di cose.
E infatti le navi, e il piano di salvezza in generale, sono costellati di imbarazzanti bug. Per esempio: per un cavolo di cavo che si incastra negli ingranaggi il gigantesco “ponte levatoio” non si chiude, se tutto non è chiuso i motori non partono (ma perché??), non hanno un cavolo di sistema di chiusura alternativo, hanno i vetri che si rompono facile, hanno gli scafi che si rompono facile, il piano è farle uscire dall’hangar e fargli prendere la botta dello tsunami epico in arrivo (ma perché?? Perché non farle uscire dopo??), tutta la struttura da cui partono le navi è in mezzo alle montagne, sotto l’Everest, così possono cozzare su tutti i picchi possibili e immaginabili, ma non potevano farlo in una pianura? Ma pentitevi veramente!
E tra le innumerevoli insensatezze di questa cosa delle navi c'è da ricordare anche il fatto che TUTTI i passeggeri (ricconi o gente selezionata da genetisti) arrivano all’ultimo minuto. Ma siete idioti, è la fine del mondo cacchio, non è che state andando al cinema che potete arrivare dopo i trailer!
Sono bellissime anche tutte le cose che riguardano l’Italia, tutti che impazziscono e invece gli italiani pregano. Pizza e mandolino, mammamia! E c’è questa scena fantastica di piazza San Pietro gremita di pregatori, con tanto di cardinali e Papa, che vengono sorpresi da un terremoto pazzesco che fa crollare la basilica schiacciando tutti. Ma la genialata è che er cupolone non crolla su se stesso, bensì precipita nella piazza! Tipo 150 metri più avanti! E rotola schiacciando tutti! E via!
Poi grandioso, tutti i politici degli stati del g8 e altri raggiungono le "arche", tranne il primo ministro italiano che rimane in patria a pregare! Chist’è ‘o paese d’o soooole, chist’è ‘o paese d’o maaare!
Ovviamente scontatissimo happy ending totale e moralissimo. Tra i finali più fastidiosi della storia.
Dopo la triade dei film "figata" della tarda infanzia-prima adolescenza, Stargate, Indipendence Day e Godzilla, Emmerich chiude la triade dei film imbarazzanti, L'alba del giorno dopo, 10'000 ac e 2012.
Oltre a essere brutto, mal fatto, rcco di stereotipi e moralismi, con brutti personaggi e trama ridicola, è anche lunghissimo e noioso.
Voto: pentitevi!
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