Se un monaco ha il vizietto delle scommesse con il diavolo e vince l’immortalità, se il diavolo in questione è Tom Waits, se il suo obiettivo è divertirsi e guadagnarsi l’anima della testimonial Accessorize figlia dell’immortale Parnassus, se nei millenni il monaco si trasforma in un santone-mendicante-attore di strada e viaggia per il mondo con un palco semovente trainato da cavalli e guidato da un nano, se possiede uno specchio che ti catapulta nel mondo dell’immaginazione e se sul suo cammino inciampa in un misterioso Heath Ledger impiccato, c’è veramente poco da stare tranquilli.
Cast pazzesco e premesse pazzesche. Clima fichissimo oscillante tra la feccia malsana della periferia di Londra e la psichedelica figosità del mondo dello specchio. Vagonate e vagonate di teatranti freak e bohemien. Trama originale e onirica. Bei personaggi. Effetti pazzeschi. Vari tocchi alla Monty Phyton. Viva le frasi nominali.
Film che non avrei esitato a definire “fottuto capolavoro” se non fosse per qualche piccola cosa che non mi ha entusiasmato, come il ritmo, che porta il film a dilungarsi un casino nella parte iniziale ma a concludersi un po’ frettolosamente. A volte sembra che la trama non scorra a dovere. Di sicuro problemi dovuti anche alla scomparsa di Ledger, è già tanto che il film sia stato fatto. I sostituti del protagonista sono una vera figata sulla carta, bellissima soluzione, però nel film non rendono molto, hanno poco spazio e finiscono per essere un po’ troppo caricaturali.
La storia della scelta manichea tra la via giusta ma difficile e quella comoda ma autodistruttiva in stile Willy Wonka ha anche un po’ rotto le balle, d'altra parte era inevitabile in questo film.
Il finale spacca. Credo si possa leggere in modi diversi, di sicuro non è di immediata comprensione. Chi pensa sia ovvio e scontato credo stia tralasciando qualcosa. Oppure sono io rincoglionito, niente di più facile. Comunque da rivedere e reinterpretare più e più volte.
Voto: quasi 9
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