Federico il Barbarossa persegue il suo trip di avere un impero in stile Carlo Magno, se l’aveva quel franco infame perché non dovrei averlo io?! Non sarà certo questa sfigata penisola tutta tempestata di comuni in lotta fra loro a fermarmi! E infatti sarà così, finché dalle ceneri di una Milano distrutta fino all’ultimo capolinea della metro sorgerà un eroe leggendario che unirà i comuni nella Lega Lombarda e opporrà una cazzutissima resistenza! Libertàààààà!
Di questo film hanno parlato male tutti. Molto male. Però sai com’è, la Lega chiaramente si è presa bene e ha un po' adottato questo film, quindi pensavo che tutti ne stessero parlano male un po’ a prescindere, giusto per rompere le scatole ai leghisti.
E invece cacchio, è brutto veramente. Personaggi brutti, effetti brutti, dialoghi brutti, scene di battaglia e di mischia brutte, protagonista insignificante che continua a dire "Libertàààà" e basta. Avevano Rutger Hauer, un gran pezzo di storia e mille trabucchi, potevano fare decisamente di meglio.
Gli italiani che fanno i film in stile americano proprio non mi hanno convinto. Avrà anche contribuito quel quid di miliardi di dollari di differenza..
Mi ero ripromesso di non finire a fare il revocatore invasato che rompe le balle sulle cose non filologiche, però dannazione millemila cose sono troppo zero filologiche! Ma senza stare a tirare in ballo cose tecniche e sfigate di cui non gliene frega niente a nessuno, ci sono mille cacchiate clamorose! Libertàààààà!
Mi vedo costretto a fare degli esempi, se pensate di poter essere gravemente spoilerati smettete di leggere.
Il film si apre con questa scena di caccia, e c’è ‘sto bambino che gira da solo pei boschi, e fin qui tutto ok, ha una balestra in mano, e già puzza di caxxata, la impugna in modo che se sparasse gli amputerebbe un pollice che è un piacere, è ovviamente un cecchino e secca un cinghiale colpendolo alla tempia, ricarica in tempo zero tipo fucile a pompa di terminator, ma soprattutto quando torna in città dopo l’improbabile incontro con l’imperatore LA BUTTA VIA. Ma una balestra valeva quanto... bho, ma tanto! Ma tantissimo! Ma proprio tanto!
E così inizia il film, giusto per mettere le cose in chiaro.
E poi non ho capito perché c’è questo rapporto feticista con le balestre, ce ne sono miliardi, a volte sembra uno di quei film lì cinesi con le balestre a ripetizione.. Che poi, almeno che io sappia, le balestre non avevano ancora questo utilizzo di massa, e poi il papa le aveva dichiarate “illegali” se non contro gli infedeli. E qui ci aiuta santa Wikipedia, si tratta di papa Innocenzo II, nel Concilio Lateranense del 1139, quindi ben prima dell’assedio di Milano. Non capisco, spero mi sfugga qualcosa.
Altra cosa filologicamente tragica è che tutte le donne che compaiono nel film sono delle rompipalle pazzesche, che continuano a rompere e a farsi i fatti di tutti. Nel medioevo sarebbero state tutte stuprate, uccise e ristuprate dopo la prima battuta. E non è misoginia, se era così era così, se così non ti piace fai i fantasy.
Ma anche al di là della filologia, un casino di cose sono metafisiche e insensate, tipo i proiettili incendiari dei trabucchi che fanno i buchi ROTONDI nelle mura (immagine riproposta più e più volte) che quando colpiscono fanno rumore di esplosione, che fanno saltare in aria panchine di marmo e merli…
Ma il quesito più grande è perché diavolo hanno dovuto cacciarci dentro la veggente strega bula bula, la Cassandra della Bovisa.. personaggio inutilissimo e bruttissimo. Posso anche capire che vuoi inserire la gnocca nel film e forzi pesantemente tutto quanto, questo lo fanno tutti, però cacchio, perché veggente?? Ma perché?? Ma poi servisse a qualcosa, invece no, è proprio identica a Cassandra, sbrocca ogni due per tre, nessuno la ascolta e succedono brutte cose.
Poi non posso non raccontarvi questa scena bellissima in cui il nostro eroe, in pieno assedio esce da Milano di notte e striscia fino all’accampamento imperiale, poi, così, striscia fino alla tenda dell’imperatore ed entra. Massì, così. Seimiliardi di tedeschi incazzosissimi, dodicimila torce con effetto luce a giorno e cinquemila guardie del corpo dell’imperatore. Ma Alberdo da Giussano riesce a superare tutti questi ostacoli grazie a… ehm… al suo… famigerato… ehm… senso di ragno? Mantello dell’invisibilità? Anello di Frodo? Maglietta della Germania e birrozza? Libertààààà!
Beh, nella tenda vi risparmio il triste siparietto con l'imperatore che lo sgama ma lo lascia andare, con tutte le lacrime amare che ne conseguono.
E via, riesce pure a tornarsene a casa. E già che c’è sgama pure il traditore che venderà la città. Libertàààààà!
Ulteriore nota dolente è il discorsetto prima della battaglia finale (di Legnano). Accozzaglia pazzesca di discorsetti vari...
Avevo sentito dire che questo film fosse il Braveheart della Bovisa, beh, dai, non diciamo caxxate. Comunque vale la pena di spendere i soldi del biglietto anche solo per farsi quattro risate.
Voto: Libertàààààààà!
Grande Andre...
RispondiEliminanon ho parole se non....
Libertààààà :D
Io invece farò il rievocatore rompiballe...:D
RispondiEliminaLe balestre erano preferite rispetto all'arco, perché se posso ammazzare uno in fretta me ne frego un po' del Papa, tanto mica mi vede.
Cmq gran bel pezzo, mi è venuta voglia di vederlo.
Il tuo capitano
Capitano!
RispondiEliminaGuardalo che ti diverti!