lunedì 15 marzo 2010

The hurt locker - recensione

La vita degli artificieri standard è difficile e pericolosa. La vita degli artificieri in Iraq è difficile, pericolosa e un sacco sabbiosa.

Disinnescare le bombe, sventare gli attentati, l’amico Johnny che salta in aria, tagliare il filo rosso, McGyver proteggici tu, un sacco di cose che suonano come “innesco” e “ordigno”.

Il film parla della vita di alcuni membri di questa squadra di artificieri, dal pacato con la testa a posto al folle drogato di sminamenti. Passando anche per il reduce che non sa più inserirsi nella società. Tutto ciò in modo distaccato e senza giudizi.

Confesso di non aver mai sentito parlare di questo film prima che soffiasse tutte le statuette dorate ad Avatar. Quando uscì in Italia boh, probabilmente ero occupato a scrivere recensioni di film imbarazzanti.

Mi ha colpito la grande normalità di questo film. Si vede che come cinefilo sono una schiappa, non capisco proprio come cavolo abbia fatto a guadagnarsi tutti gli oscar che si è portato a casa. Boh, comunque queste sono cose che non si possono criticare, se no si passa per cretini.

Però non posso non pensare a cose come regista donna, patriottismo, Iraq, reduci alla Rambo, e altre cose che sicuramente non hanno influenzato nessuno, soprattutto tra il pubblico statunitense.

Per carità, un bel film, ma decisamente normale.

Voto: 6 emmezzo

Nessun commento:

Posta un commento