Film tratto da un cartone animato cult che più cult non si può, a sua volta tratto da un manga cultissimo, a sua volta tratto dalla leggenda cinese cult Saiyuki.
Lo stampo del cartone/manga era semplice ed efficace:
1 - nemico cattivo e più forte dell’eroe
2 - eroe che si allena fino a diventare più forte del nemico
3 - eroe che fa il culo al nemico
4 - nuovo cattivo ancora più forte
5 - riprendi dal punto 2 fino all’infinito
Troppo ripetitivo? Sì, ma intanto hanno trasmesso 3 miliardi di episodi scimmiando generazioni e generazioni.
Ma, al di là del loop sopra indicato, il cartone e il manga avevano un’aria tutta particolare, tutte le mosse che i veri nerd sanno in giapponese (tipo Makankosappo!!!!!), i tornei, l’hentai, la gente con la faccia da animale, i supersayan di millesimo livello, più quelle cose tranquillizzanti come i fagioli di balzar, le capsule, le sfere del drago e soprattutto la stanza dello spirito e del tempo! Aahhh, che nostalgia.
Il film prende tutte queste cose che hanno reso Dragonball sacro e immortale e le scaraventa nel cesso.
Goku è un tamarro sfigato qualsiasi, Piccolo è il Green Goblin, Bulma è una tamarra insipida qualsiasi (ma che carisma non aveva il personaggio di Bulma nell’originale??), Chichi è una gnocca generica qualsiasi, Yamcha è brutto, inutile e insignificante, il maestro Muten è un Marrabbio qualsiasi. Sciacquone del cesso.
E come se non bastasse è stato tutto cinesizzato. Abbastanza inspiegabilmente. Va beh, ok che la leggenda originale è cinese ma chissenefrega, se il manga è giapponese tu lo devi fare giapponese. Eccheccacchio, Goku che fa Tai-chi non lo si può proprio vedere. E l’onda energetica spacciata per “potere dell’aria” fa varamente attorcigliare le budella.
Brutto ma brutto ma brutto. Ma brutto proprio.
Voto: non voglio neanche pensare a una frasetta stupida, il dolore è eccessivo.
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