lunedì 6 settembre 2010

The box - recensione

Una famiglia si trova recapitato sotto casa un pacco contenente uno strano marchingegno con un grosso pulsante rosso. L'inquietante visita di uno sfigurato gentiluomo chiarirà che si tratta di un meccanismo la cui attivazione avrà due conseguenze: la morte di uno sconosciuto e la consegna di un milione di dollari.

No, il film non dura 7 minuti. No, non lo premono subito. No, non è ambientato in Italia.

Anche perché il dissidio interiore sul premere o meno il pulsante non è il tema principale del film come immaginavo inizialmente, si risolve nella prima mezz'ora. Da questo punto in poi la trama raggiungerà una considerevole incasinatezza, con risvolti decisamente inaspettati (ma non troppo originali) ai quali il trailer fa solo brevissime allusioni.
I coniugi infatti iniziano a indagare sul misterioso gentiluomo sfigurato, entrando sempre più in contatto con il suo mondo, e cercando di capire le intenzioni dei suoi datori di lavoro. Un sacco di input e di output, merda che è venuta a galla, a volte sei tu che mangi l'orso e a volte è l'orso che mangia te, e così via.

Belli i personaggi, piacevole l'ambientazione anni '70, e carina la trama. Molto interessante la donna Eva/Pandora. Non dimentichiamo che regista e sceneggiatore è Richard Kelly (Donnie Darko) e che il soggetto è tratto da un racconto breve di fantascienza.

Ho affrontato il film incuriosito ma perplesso, chiedendomi intorno a cosa cacchio sarebbe girata la trama e temendo una forte DonnieDarkizzazione. La trama mi ha stupito positivamente, e di Donnie Darko per fortuna neanche l'ombra (tranne per il babbo natale in mezzo alla strada, fichissimo tra l'altro).

Non è però così geniale né originale né ben fatto da passare alla storia.

Voto: 6 emmezzo

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